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13 marzo

Premiere incorona Marilyn icona sexy!

E' Marilyn Monroe la diva più sexy di tutti i tempi: ad incoronare l'indimenticabile protagonista del film ''Gli uomini preferiscono le bionde'' (1953) è stato il magazine cinematografico Premiere. Sul podio, insieme a quella che è stata definita una ''icona insaziabile'', anche Marlon Brando (il dio) e Brigitte Bardot (potente Afrodite). Nella top ten, nell'ordine, anche: Rodolfo Valentino, Angelina Jolie, James Dean, Sean Connery, Raquel Welch, Brad Pitt ed Halle Barry. Per quanto riguarda gli italiani presenti nella classicfica di Premiere, oltre al quarto posto di Rodolfo Valentino, troviamo anche il 19esimo di Sophia Loren, il 48esimo di Monica Bellucci, il 54esimo di Gina Lollobrigida e il 77esimo di Claudia Cardinale.
05 marzo

TRIBUTE TO MARILYN DI G. M. MONTINER

MERCOLEDÌ 12 MARZO DALLE 18.00 ALLE 22.00 VIA DELLA LEGA LOMBARDA 46-48 - ROMA

Mercoledì 12 marzo dalle 18.00 alle 22.00, presso i suggestivi spazi dello SPAZIO OFFICINA,un'ex fabbrica di prodotti edili stradali degli anni '50, oggi spazio utilizzato per promuovere idee, eventi legati alla musica, verrà inaugurata la mostra "Tribute to Marilyn" di Gian Marie Montiner, artista contemporaneo della Pop Art Americana.

Gian Marie Montiner nasce artisticamente a Parigi.
Frequenta diverse scuole d'Arte, ma entusiasmato dalla cornice ispiratrice tipica di New York, si accosta alla pittura di Andy Warhol e quindi alla Pop Art, dalla quale si sente fortemente attratto. Fondamentali cardini ispiratori delle sue opere sono stati i soggiorni a New Orleans, in South Caroline ed a Charleston, ove il "Sound Nero" lo catalizza a tal punto da fargli esprimere, nelle sue tele, una fusione sinergica di musica e colori che assurge, all' esame critico, all'appellativo di superlativa bellezza (periodo c.d. Musicale).
Si documenta, in epoca recente, sulla religione Buddista, attraverso la quale movimenta sotto il profilo artistico, un intimo periodo di riflessione. I viaggi e le vive immagini del Tibet, hanno collaborato ad ispirare la mano dell'artista nel disegno dei significativi e colorati Paesaggi che caratterizzano la Sua espressione (Paesaggi Tibetani).
La sua graffiante pennellata e la potenza del colore, mista a quarzi e cristalli di straordinaria intensità, ne fanno un artista originale e completo, capace di trasmettere, anche agli amanti di opere classiche, forti emozioni.
In questa mostra 10 tele sono dedicate all'icona della bellezza senza tempo di Marilyn Monroe, e 14 sono ispirate alla città di New York in straordinari collage ricchi di colore e luce. L'artista attualmente vive tra Londra e New York.

Segue COCKTAIL
Parte del ricavato sarà devoluto a Suor Dominique, missione " ORFANI DELLO TSUNAMI " in Mattakotuwa-Chilawo, Sri-Lanka.

La mostrà sarà allestita fino al 1 aprile (www.spazioofficina.com)

filmup.leonardo.it
01 junio

Charlize Theron sarà Marilyn nel film prodotto da Tom Hanks

La bella e versatile Charlize Theron si prepara a una nuova sfida: quella di vestire i panni di Marilyn Monroe. L'attrice sudafricana, premio Oscar nel 2003 per la sua interpretazione in Monster, ha infatti accettato la proposta di Tom Hanks che ha scelto lei per il ruolo di protagonista di un film biografico sulla diva. L'attore, presto sugli schermi nel Codice da Vinci, è già al lavoro su un ambizioso progetto sulla vita della star che intende realizzare con la sua casa di produzione, la Playtone.
Il film è ispirato alla storia biografica scritta da Anthony Summers, "Goddess", che racconta la vita di Marilyn Monroe, i suoi amori ma anche la sua fragilità e come la fama e il successo abbiano contribuito a distruggerla non solo emotivamente. Charlize Theron è sempre stata affascinata dalla personalità di Marilyn, tanto da essere addirittura intenzionata ad acquistare la villa di Brentwood appartenuta alla diva scomparsa in circostanze misteriose nel '62.
Tom Hanks, due volte premio Oscar per Philadelphia (1994) e Forrest Gump (1995), non è nuovo a grandi progetti come imprenditore cinematografico, rischiando e vincendo più volte. Già dagli anni 90 il protagonista di Salvate il soldato Ryan si è cimentato con successo nella regia, nella produzione e nella sceneggiatura. Dal 2000 ha prodotto alcune miniserie di ottimo livello, tra cui Band of Brothers, sull'intervento americano in Europa durante la seconda guerra mondiale, e From the Earth to the Moon, sulla storia del Progetto Apollo, entrambe per il canale a pagamento americano Hbo.
Di recente la sua casa di produzione, la Playtone, con cui ha realizzato Il mio grosso, grasso matrimonio greco e Cast Away (nominati agli Oscar), ha acquisito i diritti per la versione cinematografica del musical Mamma Mia con i migliori successi degli Abba. E ora si prepara ad affrontare la star per eccellenza.
Da parte sua Charlize Theron ha tutti i numeri per vincere la sfida. Oltre alla bellezza l'attrice ha dimostrato doti e talento affrontando ruoli più o meno drammatici: L'avvocato del diavolo, La moglie dell'astronauta, Le regole della casa del sidro per passare alla commedia con Woody Allen (in Celebrity e La maledizione dello scorpione di giada). La consacrazione internazionale è avvenuta con Monster, in cui la Theron ha interpretato la serial killer Aileen Wuornos, vincendo l'Oscar, il Sag Award e il Golden Globe.
Di recente ha interpretato una delle mogli di Peter Sellers nel film biografico Tu chiamami Peter, e North Country - Storia di Josey, ispirato alla prima causa per molestie sessuali sul lavoro negli Stati Uniti. Quindi è arrivato l'insolito film di fantascienza Aeon Flux tratto dall'omonima serie tv trasmessa da Mtv negli anni 90.
Prima di diventare Marilyn, Charlize Theron terminerà le riprese di "The Brazilian Job", sequel di The Italian Job, e dell'adattamento cinematografico di "The ice at the bottom of the world", un film indipendente diretto dalla regista di Boys don't cry Kimberly Peirce e prodotto dalla Newmarket Film.

Marilyn, 80 anni fa nasceva il mito

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Esattamente 80 anni fa nasceva il mito del cinema mondiale Marilyn Monroe (vero nome Norma Jeane). L'attrice è morta suicida (secondo le fonti ufficiali, ma circolano anche altre ipotesi) la notte tra il 4 e il 5 agosto del 1962 a soli 36 anni. Una vita costellata da tragedie: l'infanzia in orfanatrofio, la madre in manicomio e sfortunati amori (tra cui i fratelli Kennedy, il campione di baseball Di Maggio e lo scrittore Arthur Miller).
Il regista Billy Wilder sosteneva perfidamente che la bella attrice aveva "un seno di granito ed un cervello di groviera". Ma chi la conosceva bene sapeva che si nascondeva una notevole intelligenza dietro il clichè della bionda svampita che la Monroe coltivava con cura. "Era incredibilmente bella ed incredibilmente fragile", ha osservato un biografo raccontando le sue dipendenze dall'alcool e dalla droga ed i suoi ricoveri in cliniche specializzate. Le circostanze misteriose della sua morte, nell'agosto 1962, per una overdose di barbiturici hanno contribuito ad alimentare il mito (impedendo alla sua immagine di invecchiare) e ad alimentare una miriade di teorie complottiste (con i Kennedy o la mafia, spesso, nel ruolo dei responsabili).
La carriera di attrice della Monroe inizia con parti da comparsa ("Ladies of the chorus" del 1949, "LoveHappy" sempre del '49 con i Marx Brothers, etc.), poi conquista piccole, ma significative, parti che la lanciano nel firmamento del cinema: nel 1950 in "Giungla d'asfalto" e in "Eva contro Eva", nel 1952 con Cary Grant e Ginger Rogers in "Monkeys Business" e altri ancora.
Nel 1952 ottiene il suo primo ruolo da protagonista, nei panni di una babysitter psicolabile in "La tua bocca brucia" e nel '53 con "Niagara", al fianco di Joseph Cotten, ottiene il successo mondiale. Nel 1953 gira ancora "Come sposare un milionario" e "Gli uomini preferiscono le bionde", con i quali si conferma una delle star piu' amate dal pubblico. Seguono clamorosi successi come "La magnifica preda" del 1954 e "Quando la moglie è in vacanza" in cui Billy Wilder le affida la parte della svampita inquilina del piano di sopra. Nel 1954 Marilyn sposa il famoso giocatore di baseball, Joe Di Maggio, da cui divorzia nel giro di un anno.
Il fallimento anche di questa relazione le lascia dentro una ferita profonda e incancellabile, la prima di una serie che saranno destinate ad allargare sempre di più la sua sensazione di sconforto e di sostanziale solitudine.Dopo la separazione col campione Di Maggio, si trasferisce a New York per studiare all'Actor's Studio, un impegno che sembra rigenerarla e farle momentaneamente dimenticare i suoi travagli interiori. Conosce l'affermato commediografo, Arthur Miller, un intellettuale affascinante che poteva vantare la rappresentazione delle sue commedie in tutto il mondo (far cui la celeberrima "Un tram chiamato desiderio", testo originale di Tennessee Williams). E' il colpo di fulmine. Marilyn ha l'illusione di aver finalmente trovato l'uomo della sua vita e i due si sposano nel 1956.
L'anno dopo fonda, con l'amico fotografo Milton Green, la sua casa di produzione cinematografica, la Marilyn Monroe Productions, con cui gira "Il Principe e la ballerina" al fianco di Laurence Olivier. E' il primo e unico film della sua casa di produzione, dato che al botteghino la pellicola è un autentico fiasco. Come attrice, invece, si risolleva giusto due anni dopo con l'esilarante commedia, sempre del genio Billy Wilder, "A qualcuno piace caldo". Anche in questo caso, il personaggio da lei interpretato si stampa indelebilmente nella mente degli spettatori.

La relazione con Miller, ad ogni modo, traballa. Le tentazioni, poi, sono dietro l'angolo. In questo caso, la nuova fiamma della passione si chiama Yves Montand con cui nel 1960 gira "Facciamo l'amore". Il loro flirt è breve, intenso e soprattutto materia infuocata di gossip e pettegolezzi.

Nel 1962 Marilyn riceve il Golden Globe come migliore attrice: è la conferma mondiale delle sue capacità, un misto di carisma e di appeal. In questo periodo, fra l'altro, izia la relazione segreta con il presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy e con il fratello Robert. Ma l'instabilità emotiva della diva si aggrava, forse proprio a causa delle altrettanto instabili storie d'amore in cui si getta. Qualcuno ha avanzato anche l'ipotesi che Marilyn soffrisse per l'incapacità di avere figli o per la mancanza di un amore vero.

Stufa di essere considerata una dea, desiderava essere trattata semplicemente come una donna bisognosa di affetto. La conseguenza di questo tormentato stato psichico è che si rifugia nell'alcool e nei barbiturici. In breve, la situazione si aggrava: entra ed esce dalle cliniche. Nel 1962 esce il suo ultimo film: "Gli spostati" scritto per lei dal marito Miller e nello stesso anno divorziano. A causa dei continui ritardi, delle continue crisi isteriche, delle sbornie e dell'inaffidabilità viene licenziata dal set del film "Something got to give" e, un mese più tardi viene trovata morta.

27 abril

Marylin Monroe fotografata nuda da Douglas Kirkland Milano Palazzo Reale

Un evento unico al mondo. Per la prima volta le splendide immagini di Marilyn Monroe realizzate dal fotografo Douglas Kirkland il 17 novembre 1961, circa nove mesi prima della morte della diva, sono esposte in una straordinaria mostra a Palazzo Reale di Milano.

Realizzata e prodotta dalla Federico Motta Editore e dal Comune di Milano – Assessorato alla Cultura e Musei,  – sponsor ufficiale Audi - la mostra si articola in due sezioni: gigantografie a colori e foto in bianco e nero - il backstage del servizio fotografico per un totale di 73 immagini. La sequenza fotografica ricostruisce l’incontro tra Marilyn e il fotografo, rendendone sin nei particolari l’atmosfera. Alle foto a colori si alternano quelle in bianco e nero e alcuni pannelli che, quasi fossero il filo dei ricordi di Kirkland, raccontano come quella notte si svolse e si concluse.

Un itinerario fotografico che ripercorre attraverso immagini suggestive e di grande impatto sul pubblico il felice incontro tra la grande diva e il giovane, già promettente, fotografo Douglas Kirkland: il 17 novembre 1961, circa nove mesi prima della morte di Marilyn, Kirkland fu inviato a Hollywood per fotografare la Monroe in occasione di un numero speciale per i 25 anni di Look Magazine. Douglas era molto giovane e Marilyn era già una leggenda, l’America viveva un periodo di contraddizioni: accanto al sogno di Kennedy aleggiavano lo spettro della guerra in Vietnam e la paura del comunismo. Questo straordinario incontro, dettagliatamente e affettuosamente descritto dallo stesso fotografo nei testi che accompagnano le immagini, ha permesso a Kirkland di rivelare attraverso l’obiettivo una Marilyn evanescente ma anche intima: la sequenza degli scatti ritrae Marilyn nuda in varie pose, distesa tra lenzuola di seta, con il suo indimenticabile sguardo dolce e allo stesso tempo malizioso.

 

L’obiettivo, che apparentemente rompe la tensione creata dagli scatti, è proprio quello di fornire dell’icona della sensualità del XX secolo un’immagine diversa: donna, non dea; personificazione terrena e raggiungibile dell’eros.

 

 

 

Informazioni sulla mostra:

Titolo: Douglas Kirkland Una notte con Marilyn

Orari: martedì, mercoledì, domenica 9,30 – 20;

  giovedì, venerdì, sabato 9,30 - 23

  La biglietteria chiude mezz’ora prima dell’orario di chiusura

  Lunedì chiuso.

Biglietti: intero € 6,20 - ridotto € 4,13 -  .

Prezzo del catalogo in mostra:  € 36,00 (in libreria € 49,06)