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February 14 Zurigo, 14 feb. - L'Italia scalza il Brasile dalla vetta del ranking Fifa e si issa per la prima volta dopo 14 anni al primo posto della speciale classifica. Erano 55 mesi che la nazionale brasiliana, cinque volte campione del Mondo, si trovava in testa nella classifica della Fifa. La nazionale verde-oro ha perso la leadership a causa della sconfitta subita a Londra mercoledì sera contro il Portogallo per 2-0 in amichevole.
Italia e Brasile sono le uniche due nazioni ad aver subito variazioni nei primi nove posti. In decima posizione, grazie alla vittoria sull'Inghilterra a Manchester per 1-0, rientra la Spagna, dopo essere uscita dalla top ten nell'ottobre scorso. Scendono di molte posizioni diverse squadre africane: Camerun (17°, perde 6 posizioni), Nigeria (36°, perde 27 posizioni), Egitto (42°, perde 23 posizioni), Tunisia (45°, perde 13 posizioni), Guinea (62°, perde 40 posizioni). February 13 In un mondo monopolizzato dalla cultura di sinistra quale antidoto migliore di un ateneo nuovo di zecca per far trionfare il pensiero liberale? Non c'è ancora l'ufficialità ma Silvio Berlusconi sembra intenzionato ad andare fino in fondo: far nascere una università in carne e ossa, libera dall'ortodossia dei "baroni rossi" - come amava apostrofare i rettori italiani quando era al governo - e dove forgiare la nuova classe dirigente del Paese. Quattro facoltà, corsi post laurea, master e dottorati, che secondo i ben informati dovrebbero partire prima delle elezioni europee del 2009. Due anni di tempo dunque per creare strutture, dipartimenti, e cercare docenti e collaboratori. Perchè il nuovo ateneo, secondo quanto immaginato dallo stesso Berlusconi, dovrà essere il punto di riferimento del pensiero liberale italiano, e per fare questo dovrà avvalersi di uomini e donne che hanno fatto la storia con la esse maiuscola: capi di Stato, ambasciatori, diplomatici. Facile ipotizzare interventi e seminari nelle quattro facoltà - Economia, Scienze politiche, Giurisprudenza, Scienze della comunicazione - degli "amici" Vladimir Putin e J.W. Bush, o di Henry Kissinger o Helmut Kohl. Insomma "nomi" importanti che dovrebbero rappresentare una sorta di plus valore all'organizzazione di base dell'università a cui stanno lavorando i più stretti collaboratori di Berlusconi: dai fedelissimi Ferdinando Adornato a Giuliano Urbani, passando per il teorico di fiducia don Gianni Baget Bozzo e il rettore in pectore Angelo Maria Petroni. Scelta anche la sede dell'ateneo, che dovrebbe trovare ospitalità in una villa a cinque stelle alle porte di Milano, dove sorgeranno le aule per le lezioni e un campus in perfetto stile anglosassone. Insomma tutto sembra essere pronto per la nascita dell'università, anche se a rovinare la festa potrebbero esserci i soliti "disfattisti della sinistra". Il ministro Mussi infatti ha più volte sottolineato di non voler nemmeno sentir parlare di nuovi atenei in Italia. Quindi, rimandare il tutto al 2011? Non se ne parla nemmeno: l'idea è quella di andare avanti anche senza il riconoscimento da parte dello Stato, portando avanti così in un sol colpo anche la battaglia per l'abolizione del valore legale del titolo di studio tanto cara al centrodestra. Insomma, più liberale di così.
Massimiliano Papasso
Il Corriere dell'Università e del Lavoro (n°2 febbraio 2007) February 08 
ROMA - Condannato. Silvio Berlusconi aveva chiesto un risarcimento di 20 miliardi del vecchio conio, come direbbe Bonolis, a quel diavolo di Marco Travaglio, colpevole, in associazione a delinquere con l'attualmente desaparecido Rai Daniele Luttazzi, di averlo offeso, anzi di aver "letteralmente devastato - si legge nella querela - la sua immagine di politico e di imprenditore". Ma il giudice ha deciso diversamente e ha condannato il capo del governo a pagare le spese legali nell'ordine di centomila euro. Ne dà notizia lo stesso Travaglio, molto sollevato all'idea di non dover versare a rate, per il resto dei suoi giorni, la cifra richiesta dagli avvocati del Cavaliere. E ora i fatti, come si dice in gergo d'aula. Era il 14 marzo del 2001, un mercoledì sera. Su Raidue andava in onda Satyricon, direttore di rete Carlo Freccero, produttore Bibi Ballandi (anche loro denunciati in sede civile). Luttazzi chiama Travaglio a parlare del suo libro, "L'odore dei soldi", scritto a quattro mani con Elio Veltri. Storia non autorizzata sulle origini delle fortune economiche di Berlusconi, sui segreti meccanismi finanziari che portarono alla nascita della Fininvest, sullo strano arrivo, ad Arcore, dello stalliere mafioso Vittorio Mangano. Minuti televisivi senza filtro. Luttazzi chiede, Travaglio risponde, con documenti e atti che ha usato per scrivere. Da dove ha preso Berlusconi i miliardi per cominciare? Perché ha ospitato un boss, poi condannato a due ergastoli, a casa sua? Perché la Rai ha sempre scansato l'ultima intervista di Paolo Borsellino, acquisita da chi indaga sulle stragi di Capaci, via D'Amelio e degli Uffizi? Intervista nella quale, spiega Travaglio, il magistrato parla dell'interesse della procura di Palermo per Berlusconi, Dell'Utri e Mangano?
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"Ignobile attacco al capo dell'opposizione, libercolo diffamatorio": Berlusconi s'infuria, querela, fa querelare. Partono dieci cause che sarebbero in realtà cinque raddoppiate, una per la trasmissione e una per il libro, moltiplicate appunto per cinque. La Fininvest di Aldo Bonomo chiede cinque miliardi, Mediaset di Confalonieri si aggrega. Querelano anche Giulio Tremonti, citato perché la sua legge avrebbe garantito 243 miliardi di sgravi a Mediaset, e Forza Italia, partito offeso del leader offeso. In tutto le richieste di risarcimento ammontano a 150 miliardi di vecchie lire.
Pochi giorni fa, in sordina, la decisione del giudice, a breve la motivazione della sentenza. Travaglio, che ha appena finito di risarcire Previti per una causa persa ("Un problema di avvocato"), si dice "contento, molto contento": "Nel mio libro non dicevo niente di nuovo, mi sono limitato a riordinare documenti. Non abbiamo danneggiato nessuno perché non abbiamo mentito. Le querele sono partite solo per spaventarci. Io ho scritto acqua fresca rispetto a quel che si legge nella sentenza Dell'Utri dell'anno scorso.
Berlusconi è stato condannato in sede civile, dovrà pagare le spese legali. E' un passaggio importante. Con questa, ho vinto tre cause su dieci. Me ne rimangono altre sette...". Travaglio sta preparando un altro libro. Si chiama "Inciucio". Avverte: "Questa volta s'incazzerà anche la sinistra".
| Marco Travaglio e Daniele Luttazzi non diffamarono Mediaset che dovrà pagare al giornalista e all'attore satirico le spese processuali: A novembre del 2005, una prima sentenza aveva condannato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a rifondere le spese di giudizio in favore di Travaglio, Luttazzi, della Rai, della Ballandi Entertainment, riconoscendo che durante la trasmissione fu esercitato il diritto di satira ed espressa una legittima critica politica.
In questa sentenza che condanna Mediaset il giudice, in sostanza, riconosce che la critica è stata esercitata correttamente secondo i canoni dell'interesse pubblico, dell'attendibilità, della verifica delle fonti e della correttezza della forma.
Mediaset dovrà versare quarantamila euro in tutto di spese processuali.
La puntata di Satyricon andò in onda il 14 marzo 2001 su Raidue: durante quella trasmissione Luttazzi intervistò Travaglio sul libro L'odore dei soldi firmato dal giornalista insieme a Elio Veltri.
L'intervista a Travaglio fatta da Luttazzi costò a Luttazzi l'epurazione dagli schermi Rai.
«Mi rallegro nel vedere riaffermati con semplicità e chiarezza - commenta l'avvocato di Luttazzi, Andrea Parlatore - quei principi costituzionali che, grazie anche alla rigorosa elaborazione giurisprudenziale, costituiscono il fondamento di una società evoluta, civile e democratica. Principi costituzionali che, come tali, vanno a beneficio di tutti a prescindere, è bene ripeterlo, dall'orientamento politico.
Permane lo sconcerto nel verificare concretamente che con un semplice atto di citazione (poi rivelatosi infondato) è stato possibile esercitare, da parte di chi è al potere, una vergognosa prepotenza contro la libertà di critica dei cittadini e tenere Luttazzi in scacco per oltre cinque anni di processo. February 06
Unitevi anche voi alla nostra iniziativa.
Per il bene dell'Abruzzo e dell'Italia intera!
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